Il bell’affare  

Il più grande desiderio della sua vita era sempre stato quello di possedere una villa. Infatti, Sergio si era ritrovato con dei soldi da investire e decise di comprare una villetta al mare.
Già la immaginava e ne parlava con sua moglie Susy, sognando quella casetta in modo romantico. La desiderava con determinati requisiti: primo fra tutti, doveva rappresentare un affare, altrimenti l’investimento non sarebbe stato conveniente. Poi doveva essere comoda e immersa nel verde, nel silenzio. La preferiva difronte al mare e non lontana dalla città. Grande ma non troppo, su due piani, con un’immensa terrazza. Circondata da alberi, ma non da esserne soffocata.
Immaginava già il risveglio al cinguettio dei passeri che venivano a saltellare sul davanzale della stanza da letto.
Ogni tanto ripensava a una frase di Pirandello riguardo ai desideri e cioè che bisogna nasconderli in uno stipo poiché quando lo apriremo, vi troveremo un disinganno.
No! Sergio era certo di coronare felicemente il sogno acquistando una villetta.
Comincia la ricerca leggendo ogni giorno le offerte di ‘Vendesi’ su vari giornali e diffonde la notizia tra parenti, amici e conoscenti. Non si rivolge a nessuna agenzia per evitare di spendere soldi in percentuali di compravendita. Dunque cerca qua e cerca là, visita insieme a Susy non meno di trenta ville. Ma questa non va perché è troppo assolata, quell’altra neppure in quanto lontana dal mare, quella è troppo costosa. Insomma ognuna aveva qualche difetto e mancava di qualche requisito. Nessuna li soddisfaceva pienamente e nessuna rispondeva ai loro gusti.
Poi un giorno finalmente si presenta il famoso affare: degli amici prospettano la possibilità di acquistare una villa nel parco del Circeo. Oh che meraviglia! Proprio la casa dei loro sogni! Ha tutto ciò che desideravano e rappresenta un vero affare poiché si vende a buon prezzo.
Susy se ne innamora subito! Rappresenta ciò di cui hanno bisogno: pace e tranquillità, lontano dal caos e dai ritmi frenetici della città. Sergio, senza indugi, la acquista. 
In estate, vanno a trascorrervi una settimana e la prima sera si coricano tardi dopo aver fatto i lavori di sistemazione della casa. Lui si sente rassicurato dal fatto che la villa è adiacente a una caserma d’artiglieria contraerea.
Che senso di pace! Il mare è là vicino e ne ode lo sciabordio. La natura lo circonda e la luna splende alta nel cielo, illuminando d’argento la tranquilla superficie marina. Sembra un paesaggio di fiaba e Sergio sente di aver realizzato tutti i sogni della sua vita.
E’ pervaso da un senso d’euforia e avverte d’essere in armonia con il mondo intero. La visione di quel mare infinito lo stordisce. Il cielo è trapunto di stelle e lui alzando gli occhi, sente d’essere commosso.
Sta dormendo come un angioletto quando improvvisamente alle 4,30 del mattino, una tromba suona e lui si sveglia. Susy si rigira nel letto e continua a dormire. Mah! Forse l’ha solo sognato. Quando era ragazzino, qualcuno gli aveva raccontato che il giorno prima di morire si ode una tromba squillare. Comunque dopo la prima colazione, marito e moglie trascorrono una meravigliosa giornata al mare nuotando, prendendo il sole e mangiando pesce. Quindi la sera si coricano e si addormentano molto presto, esausti e soddisfatti.
Alle 24,00 una tromba suona il motivo del <Silenzio fuori ordinanza> e Sergio salta dal letto come morsicato dalla tarantola. La moglie invece si agita leggermente, ma dorme beata.
“La sento solo io!” pensa fra sé, “Ma no! E’ quella maledetta tromba della caserma. Ne devo parlare con Susy, però è inutile che la svegli adesso.”
L’indomani, infatti, appena desto, anziché dare il buon giorno alla moglie, domanda: -Hai sentito la tromba stanotte? -
-Sì, è una seccatura, ma ho continuato a dormire lo stesso. -
-Una parola! Mi dà sui nervi essere svegliato di soprassalto. -
 La notte successiva, si premunisce di tappi per le orecchie.
 “Oh! Così li ho fregati!” pensa. “Può scoppiare la terza guerra mondiale ed io non sentirò nulla.”
Non sa il poverino che vicinissimo a lui, nella caserma, è stato istallato il generatore elettrico di un radar. Serve a proteggere da eventuali incursioni aeree d’ipotetici nemici. Nel frattempo il generatore produce un sibilo e un ronzio straziante che supera la barriera dei tappi. Quel rumore pare voglia far vibrare tutte le terminazioni nervose di Sergio. Si alza dal letto, passeggia agitato, guarda Susy che sbuffa infastidita, ma dorme. Ripensa ai soldi investiti. Bell’affare! Proprio un bell’affare!
Per fortuna di giorno sfoga il suo malumore nuotando e sguazzando nel mare come un pesciolino. Ha scoperto un anfratto della costa, dove vi è uno scoglio molto alto. L’ha scalato e da lassù ha visto il mare azzurro e brillante e poi tutto il litorale che circonda la baia. Ancora più lontano, stagliato contro l’orizzonte, ha ammirato il parco del Circeo che pare un tappeto verde adagiato sulla montagna.
E’ tornato sul suo scoglio di mattino presto e tutto era silenzioso e immobile. L’acqua ferma e liscia come l’olio. Non si udiva che il motore di qualche motoscafo in lontananza e il grido dei gabbiani che emettevano il loro richiamo.
Un pomeriggio si era disteso al sole in terrazza, beato. Già si era appisolato quando improvviso ecco sopraggiungere un rumore snervante: si tratta dei soldati che battono il passo. E questo supplizio dura dalle 13,00 alle 14,30. Sergio ripensa all’affare. Bell’affare! E dire che ha sempre ammirato la vita militare. Adesso avrebbe voluto uccidere quei bravi ragazzi in uniforme che gli angosciano le notti e i giorni.
Pazienza ci vuole! Pazienza!
Finché una notte un boato impressionante squarcia l’aria e Sergio compie dal letto un salto di circa mezzo metro. E’ stato lanciato un missile dal vicino poligono di tiro e il rumore dei razzi si sente fragoroso anche a distanza. Pare di essere in pieno conflitto mondiale! Si salvi chi può! Gli viene da urlare, lancia improperi e maledizioni al giorno in cui s’è deciso ad acquistare quella villa. E per l’ennesima volta pensa: Bell’affare!
Il desiderio esaudito s’è trasformato in incubo!
L’indomani telefona a un suo amico che è un alto grado dello stato maggiore militare: -Pronto, ciao Generale. Non se ne può più! Sto uscendo pazzo! Non sento altro che trombe, marce e cannonate. -
La risposta laconica del generale è: -Ma come! Non lo sapevi? Il costruttore della villa l’ha venduta a poco prezzo proprio per la presenza della caserma. Tu caro mio hai fatto un affare. Proprio un bell’affare!